Le DOP:
Rassegna principali cultivar :

Le Olive da Mensa

L’olivo, è la pianta millenaria, diffusa nei tempi antichi in tutto il Mediterraneo, che con i suoi mitici frutti unisce il passato al presente ed al futuro.
È una pianta umile che, secondo la leggenda, rinuncia al potere regale decretatogli da tutti gli alberi della foresta, per poter rendersi utile all’umanità; e lo fa con tutte le proprietà che gli si riconoscono:

  • produce frutti che la sapiente mano dell’uomo ha reso commestibili – le olive da tavola,

  • produce olio extravergine di oliva, un succo oleoso che è indispensabile per la salute umana, nutre il corpo e l’epidermide, è accompagnamento ideale per piatti saporiti e mezzo di cottura come la frittura per cibi sani e croccanti.

  • difende l’ambiente con la sua ininterrotta attività fotosintetica ( è sempreverde e quindi la fotosintesi clorofilliana che assorbe CO2 e riemette O2 è sempre attiva), con la sua folta chioma attutisce la violenza delle piogge e con le radici protegge dal dissesto idrogeologico.

Tuttavia, se cerchiamo notizie sul web o su carta stampata sui prodotti dell’olivo, troviamo una ricchissima e vasta bibliografia sull’olio extravergine di oliva: come coltivare l’olivo, come raccogliere ed estrarre l’olio dalle olive, come conservarlo ed utilizzarlo in cucina ed in cosmesi, ma troviamo poco o niente sulle olive da tavola; eppure queste se addolcite correttamente mantengono inalterate tutte le proprietà nutrizionali del frutto di origine ed hanno visto negli untimi 20 anni il triplicarsi del consumo sui mercati mondiali.

Le tipologie di olive da mensa che troviamo sugli scaffali sono molto numerose, ma, dal momento che l’oliva anche se matura, contiene una sostanza amara (oleuropeina), il trattamento comune a tutte per essere consumate, è l’addolcimento effettuato attraverso tecniche di lavorazione diverse a seconda della cultivar, del grado di maturazione e delle tradizioni locali.

Per avere una corretta informazione, prima di passare alla rassegna delle principali cultivar utilizzate per le olive da mensa è necessario dare qualche numero su produzioni e su consumo.

Nella campagna 2012/13, a livello mondiale, sono state prodotte oltre 2.315 milioni ton di olive da tavola, ripartite come nel grafico sottostante

La produzione italiana che si aggira intorno a 70 – 80.000 ton, rappresenta meno del 4% della produzione mondiale, mentre il consumo è di almeno 125.000 ton, che con un disavanzo che aggiunto alle 8.000 ton di olive in esportazione è di circa 60.000 ton che vengono importate principalmente dalla Spagna, Grecia, e Paesi del Mediterraneo

Produzione Italiana circa 76.000 tonnellate

PRODUZIONE E CONSUMI DI OLIVE DA TAVOLA NEL DECENNIO 2000/2010

RIPARTIZIONE CONSUMI OLIVE DA TAVOLA NELL’UE

Tra i Paesi della Unione Europea, l’Italia si pone tra i maggiori consumatori con circa 3Kg di olive pro capite/annuo. Questi dati confermano come l’Italia è uno dei principali consumatori ed è fortemente deficitario nella produzione di olive da tavola e pur avendo nel suo patrimonio olivicolo ben 60 cultivar che potrebbero dare, non solo prodotti di eccellenza, ma anche reddito, dal momento che le olive fresche vengono pagate almeno 8 volte di più di quelle destinate a produrre olio, non riesce a far emergere questo settore per gli annosi problemi dell’olivicoltura nazionale, che possono essere riassunti in:

Produzione

  • elevata polverizzazione della base aziendale

  • elevati costi di produzione

  • scarsa meccanizzazione delle operazioni colturali

  • difficoltà di reperimento manodopera specializzata

  • mancato ricambio generazionale e scarsa imprenditorialità

  • forti oscillazioni delle produzioni

Trasformazione e commercializzazione

  • scarsa concentrazione dell’offerta

  • mancanza di una adeguato sistema di commercializzazione e assenza di accordi con confezionatori

e GDO

  • modeste quantità di prodotto confezionato

  • difficoltà delle imprese ad adeguarsi alla normativa vigente ( HACCP, reflui, ecc.)

  • scarsa integrazione tra la fase di produzione e quella della trasformazione e commercializzazione

  • limitato uso di certificazione delle imprese ( ISO, ecc.)

  • problematiche legate allo smaltimento dei reflui.